Gordon Haskell: l’uomo (e la sua chitarra) 
Quando arte e vita si incontrano: Gordon Haskell, oggi alle Scimmie di Milano per presentare (dal vivo) il suo nuovo album, “Harry's bar”, scrive (e canta) canzoni semplici e belle, divertenti e profonde, accompagnato solo dalla sua chitarra acustica e da un clarino. Così come bella e semplice è la sua persona: Gordon, che – come riportò Rockol lo scorso 13 febbraio – ha avuto a che fare con personalità del calibro di Robert Fripp, è lontano chilometri dall’archetipo della rockstar o dello scontroso songwriter che tutti ci immaginiamo. E sarà lui stesso a confermarcelo, poco dopo la sua esibizione, durante una chiacchierata informale con i giornalisti presenti: “Ho lavorato duro per essere un uomo con la chitarra, e basta. Lo dico perché ho conosciuto un sacco di rockstar, e ogni volta che ne ho incontrata una ho pensato: ‘Cosa ci trova la gente di così speciale in uno s*****o come questo?”. La sua canzone “How wonderful you are” è ora balzata nelle chart inglesi, riportando alla ribalta il talento di Haskell dopo anni di (relativa) permanenza nell’ombra: cosa avrà provato Gordon ad insidiare il primato di vendite di colossi come Britney Spears e ‘NSync? Il nostro, anche in questa occasione, ha le idee chiare: “Le case discografiche possono spendere miliardi di dollari, sterline o euro per vendere dischi, ma non si sono ancora domandati il perché della crisi che le sta mettendo in ginocchio. Una volta un bravo artista e una bella canzone facevano vendere milioni di copie. Oggi la regola rimane valida: non dobbiamo quindi stupirci se una canzone schifosa non venga ascoltata da nessuno, anche se la casa discografica che l’ha prodotta ci ha investito una montagna di denaro”.
(19 apr 2002)